PAROLE NON DETTE

Quattro mesi dopo il ventesimo Palio ci ritroviamo qua, a progettare il prossimo, pensando a quello passato, dopo un estate fatta di mormorii e parole non dette.

PAROLE NON DETTE, cioè parole sussurrate senza il coraggio di dirle di persona. E così scopriamo che personaggi, più o meno autorevoli, del palio si lamentano di alcune nostre scelte, ma non direttamente ed in faccia, il tutto dietro le spalle.

La Contrada del Grillo è aperta al dialogo ed al confronto, tutte le scelte fatte sono frutto di decisioni prese nel rispetto di quella che è l'autonomia della Contrada stessa, siamo pronti comunque a darne motivazione di fronte a chi lo chiedesse. Certo di errori ne abbiamo fatti anche noi, ma siamo ben disponibili ad ammetterli, così come gradiremmo che chi prende decisioni e sbaglia ammettesse i propri.

Il palio come lo viviamo noi è l'insieme di tanti piccoli contributi dati da VOLONTARI, che coordinati danno luogo ad un grande evento, per qualcuno questo non basta e non ci si accontenta di quello che la gente può dare, così succede che si vogliono tagliar fuori due contrade o si vuole eliminare dal consiglio chi poco lo frequenta. Ci sono persone che indubbiamente danno un contributo grandissimo e fondamentale, però l'errore è quello di pensare che anche tutti gli altri debbano supportare la stessa mole di impegno.

Fare il palio non è un lavoro: è svago, è aggregazione ed è divertimento, chi maggiormente si impegna deve provare a trascinare dietro di se gli altri, non può imporre assurdi limiti o dare multe oppure ultimatum.  In questo modo si rischiano di perdere quei piccoli contributi dati da migliaia di persone del paese, che rendono unica questa manifestazione, concedendo ad ogni singolo individuo che ha partecipato un senso di appartenenza ad un gruppo.

 

 

 

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